In breve: un sito istituzionale rende informazioni e servizi comprensibili alla comunità; un’API permette a sistemi autorizzati di scambiare dati. Nei progetti per scuole e Comuni servono entrambi metodo, accessibilità, sicurezza, documentazione e una responsabilità chiara dopo il collaudo.

Due livelli della trasformazione digitale

Il portale pubblico è l’interfaccia visibile a cittadini, famiglie, studenti, imprese e personale. Deve organizzare contenuti e servizi intorno ai bisogni, funzionare sui dispositivi mobili ed essere gestibile dall’ente. Le API lavorano invece tra applicazioni: definiscono dati, operazioni, autorizzazioni e condizioni con cui un sistema può usare un servizio erogato da un altro.

Confondere i due livelli produce portali che espongono informazioni ma non migliorano il processo, oppure integrazioni tecniche prive di contenuti, assistenza e responsabilità operative.

Il modello dei siti scolastici

Designers Italia mette a disposizione per le scuole un modello basato sui bisogni della comunità scolastica, con architettura dell’informazione, interfaccia, template e tema CMS. Il modello non è soltanto un aspetto grafico: guida organizzazione, componenti e percorsi che devono poi essere alimentati con contenuti corretti e mantenuti nel tempo. Fonte: Designers Italia — modello scuole.

Architettura

Scuola, servizi, novità, didattica, documenti e trasparenza organizzati in percorsi prevedibili.

Accessibilità

Struttura semantica, contrasto, tastiera, alternative testuali, moduli e documenti valutati insieme.

Governance

Ruoli editoriali, tassonomie, scadenze e responsabilità per evitare contenuti duplicati o abbandonati.

Migrazione

Selezione dei contenuti utili, URL, allegati, metadati e redirect verificati prima del passaggio.

PDND ed e-service: cosa viene verificato

La Misura 1.3.1 ha sostenuto l’erogazione e l’attivazione di e-service sulla Piattaforma Digitale Nazionale Dati. PA digitale 2026 indica che il completamento positivo richiede gli e-service attivi nel Catalogo API e prevede controlli su elementi come codice IPA, nome, hash e data di prima pubblicazione. Fonte: PA digitale 2026 — verifiche di conformità tecnica.

Questo chiarisce un punto importante: consegnare un endpoint non equivale a completare un progetto di interoperabilità. Servono descrittore, configurazione, sicurezza, pubblicazione, attivazione e prove coerenti con l’avviso e con il servizio reale.

Documentare una API per la PA

Per le API REST, la documentazione ufficiale richiede un descrittore OpenAPI 3 in YAML o JSON e riferimenti alla semantica utilizzata; per SOAP viene usato WSDL. Sono inoltre raccomandate indicazioni sulle configurazioni e sugli eventuali livelli di sicurezza ulteriori. Fonte: PA digitale 2026 — documentazione tecnica delle API.

  • Contratto: operazioni, parametri, risposte, errori e versioni descritti in modo verificabile.
  • Semantica: campi e significati coerenti con il dominio e con le fonti dati.
  • Sicurezza: autenticazione, autorizzazione, token, chiavi e ruoli gestiti secondo il contesto.
  • Osservabilità: log, correlazione delle richieste, allarmi e gestione degli errori senza esporre dati non necessari.
  • Continuità: ambienti, backup, dipendenze, manutenzione e piano per aggiornare il servizio.

Il caso del portale ITI Majorana di Milazzo

DLM Design ha curato implementazione e personalizzazione del portale istituzionale dell’I.T.T. Ettore Majorana sul modello scuole di Designers Italia. Il progetto rientra nella Misura 1.4.1 del PNRR ed è documentato da un atto pubblico dell’Istituto. La scheda progetto riporta perimetro, collaudo e fonte senza attribuire risultati non autorizzati.

Approfondisci il portale ITI Majorana →

API Albo Pretorio per quattro Comuni

Per i Comuni di Venetico, Limina, Gioiosa Marea e Aidone, DLM Design ha sviluppato un servizio API per l’interoperabilità dell’Albo Pretorio nell’ambito della Misura 1.3.1. Il progetto comprende API REST, descrizione OpenAPI/Swagger, sicurezza OAuth2 e middleware di collegamento con gli applicativi comunali.

Approfondisci il progetto API Albo Pretorio →

La checklist prima dell’affidamento

  1. Obiettivo: utenti, servizio, dati e risultato amministrativo da ottenere.
  2. Conformità: modello, criteri dell’avviso, accessibilità, privacy e sicurezza pertinenti.
  3. Fonti: sistemi esistenti, qualità dei dati, responsabilità e disponibilità delle interfacce.
  4. Deliverable: codice, configurazioni, descrittori, documentazione, test, credenziali e formazione.
  5. Collaudo: criteri osservabili, ambienti e prove concordati prima dello sviluppo.
  6. Dopo il progetto: manutenzione, aggiornamenti, assistenza, monitoraggio e passaggio di consegne.

Un progetto finanziato non dovrebbe diventare un sistema isolato alla fine del bando. Hosting, account, dipendenze, contenuti e responsabilità operative devono poter continuare anche dopo la rendicontazione.

Portali, API e software su misura per imprese e PA